Torri della Sardegna

Le prime torri risalgono al periodo della dominazione bizantina. Erette, per difendersi dalle incursioni degli Arabi. In seguito anche durante il periodo dei giudicati, e delle repubbliche di Pisa e Genova, vennero edificate molte torri costiere di prima difesa. Nei secoli successivi, gli attacchi di pirateria turchi-barbareschi portò la Corona di Spagna ad ideare una rete di torri nelle zone costiere dell’isola. Questo progetto si concretizzò con la realizzazione da parte di re Filippo II di Spagna della Reale Amministrazione delle Torri, quest’ultima aveva il compito di pianificare l’innalzamento di nuove torri e di provvedere alla loro manutenzione.

La funzione delle torri costiere terminò intorno ai primi anni del XIX secolo, quando l’Inghilterra e la Russia abolirono attraverso i dettami del Congresso di Vienna, la schiavitù, e di conseguenza, la pirateria. L’ultima incursione barbaresca in Sardegna coincide proprio con la data nella quale si svolse il congresso, ovvero il 1815.

Secondo i documenti storici a disposizione, sono circa 105 le torri edificate in Sardegna, una parte è andata completamente distrutta o si presenta sotto forma di rudere, un’altra è in condizioni precarie, mentre la maggior parte si trova in un buono stato di conservazione grazie ai lavori di restauro effettuati.

ARCHAIC SARDINIA

L'Associazione nasce per promuovere il patrimonio archeologico e folkoristico della Sardegna. Attraverso le tecnologie digitali e nuovi modi di comunicare, vuole raccontare e divulgare il celato fascino dell'isola.

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