Santuari Sardegna

Fu soprattutto intorno ai pozzi sacri che nacquero i principali santuari nuragici, spesso definiti “pansardi”, perché in alcuni casi è stato supposto che vi convenissero genti da tutta l’Isola: è il caso di Santa Vittoria di Serri, o di Santa Cristina di Paulilatino. Vi si volgevano feste religiose che duravano diversi giorni e, sotto l’egida della divinità del santuario, le varie tribù, abbandonando temporaneamente contese e rancori, convenivano per le sacre celebrazioni, ma anche per stipulare importanti accordi politici e per tenervi mercato. Attorno a questi edifici di culto sorgevano spesso dei villaggi abbastanza estesi, nei quali, accanto a capanne di uso privato, è possibile riconoscere numerosi edifici legati all’attività del santuario, e fra questi, soprattutto, la “capanna delle riunioni”: quella del villaggio di Santa Vittoria di Serri, definita dal Taramelli “curia”, o “capanna delle assemblee federali”, è di dimensioni veramente notevoli. Sempre a Santa Vittoria di Serri, il Taramelli riconobbe una “capanna dei fonditori”, una “cucina”, una “capanna del capo”, e soprattutto il “recinto delle feste”: uno spazio delimitato da capanne, porticati per la sosta dei pellegrini, piccoli ambienti con banconi per la vendita di merci o la mescita di bevande.

ARCHAIC SARDINIA

L'Associazione nasce per promuovere il patrimonio archeologico e folkoristico della Sardegna. Attraverso le tecnologie digitali e nuovi modi di comunicare, vuole raccontare e divulgare il celato fascino dell'isola.

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