Nuraghi Complessi

In un secondo momento, da situarsi presumibilmente nella fase del Nuragico II-III (Bronzo Recente e Finale, fra il XIV e il IX secolo a.C.), al singolo nuraghe già esistente furono addossate altre torri nuragiche raccordate da cortine murarie a formare un vero e proprio bastione turrito, fino a realizzare delle strutture di notevole articolazione e imponenza. In molti casi, tuttavia, si può supporre che la costruzione del complesso possa essere stata progettata in un unico momento, senza soluzione di continuità fra la realizzazione della torre principale (definita “mastio”, con termine preso convenzionalmente in prestito dall’architettura castellana del Medioevo) e quella delle altre strutture aggiunte.

Il grado di complessità delle costruzioni nuragiche era piuttosto vario, probabilmente in relazione alla funzione e all’importanza rivestita da ogni costruzione nell’ambito del proprio sistema territoriale; si va dalla semplice aggiunta di una piccola torre laterale, sino alla vera e propria fortezza con bastione provvisto di torri angolari, in numero di tre, quattro o addirittura cinque, spesso provvisto di cortile interno ove era anche un pozzo per l’acqua. Le torri dei bastioni erano collegate al cortile (o direttamente all’andito di ingresso) e fra di loro per mezzo di lunghi corridoi; in alcuni casi potevano avere aperture indipendenti in comunicazione con l’esterno, generalmente assai anguste, forse utilizzate come vie di fuga (come le “postierle” delle cittadelle di Micene e Tirinto). Sia le torri che, in alcuni casi, i corridoi di raccordo, erano spesso provvisti di spiragli di luce alti e strombati verso l’interno, nei quali qualcuno ha inteso riconoscere delle vere e proprie feritoie per gli arcieri, anche se il dato appare abbastanza improbabile.

Anche nello spessore murario dei bastioni potevano essere ricavati diversi piccoli ambienti sussidiari, come nicchie sopraelevate aperte direttamente sul cortile, silos e ripostigli accessibili dagli spalti o dalle terrazze delle torri, cellette sul percorso delle scale, etc. Nel nuraghe Su Nuraxi di Barumini, le torri secondarie del bastione avevano un piano superiore realizzato nella stessa tholos di base, mediante un soppalco ligneo: un espediente utilizzato anche nella torre principale di un ristretto numero di nuraghi, in cui il soppalco veniva poggiato su riseghe realizzate alle pareti della camera oppure su travi incassate alle pareti in interstizi appositamente risparmiati fra le murature.
Altre cinte murarie più esterne, talora provviste anch’esse di torri – i cosiddetti “antemurali” – potevano circondare i bastioni e costituire una linea avanzata di difesa. Quando gli antemurali erano realizzati a breve distanza dal profilo delle mura della fortezza, gli spazi racchiusi potevano anche essere ripartiti in diversi cortili: raramente gli antemurali circoscrivevano aree di grande estensione attorno al nuraghe. Oltre che per difendere complessi bastioni, antemurali, con o senza torri, furono realizzati anche a protezione di semplici nuraghi monotorri.

ARCHAIC SARDINIA

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