Manca una settimana circa alla consegna del progetto a cui sono destinati 500.000 euro da fondi ministeriali. Sono due le linee principali di intervento sul pozzo sacro di Irru finalizzate alla sua valorizzazione: una legata alla copertura e l’altra alla struttura del pozzo.

In parte saranno dedicati alla struttura di copertura dalla forma “a chiave”, che riprende la sagoma del pozzo. Considerata ancora valida per la protezione del monumento, necessita di un intervento straordinario per la sostituzione del manto; questo intervento è stato reso ancora più urgente a seguito della calamità naturale imbattutasi sulla zona e che ne ha divelto completamente una parte. Sono previsti inoltre la manutenzione e la conservazione delle strutture lignee e il ripristino del sistema di allontanamento dell’acqua piovana.

 

Il tamburo nel pozzo foto©Marco Secchi

L’aspetto dell’acqua, cruciale tanto più quando si parla di una fonte sacra, è al centro dell’intervento di consolidamento e restauro della struttura del pozzo. Il sito imperversa attualmente in uno stato di semi allagamento. Risulta dunque fondamentale la realizzazione di un sistema di deflusso delle acque meteoriche e di falda nella parte antistante il pozzo.

In base ai risultati raggiunti dagli studi sul sito, è previsto inoltre un intervento di restauro che permetta di eliminare le ricostruzioni moderne fatte senza criteri scientifici, provvedere alla ricollocazione dei pezzi originali, ove possibile, o al loro dislocamento in altri luoghi per restituire un senso di ordine e cura del monumento.

La vaschetta di decantazione sotto il piano pavimentale dell'atrio foto©Marco Secchi

A seguire il progetto per il Segretariato regionale del Ministero della cultura per la Sardegna è il funzionario archeologo Massimo Casagrande, coadiuvato dall’architetto Patrizia Luciana Tomassetti, su progetto dell’architetto Stefania Casula e la responsabilità scientifica di Pina Corraine, funzionario archeologo SABAP per le province di Sassari e Nuoro.

 

 

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