Miti e Leggende della Sardegna

In Sardegna esiste un copioso assortimento di leggende, molte di origine medievale, altre molto più antiche, che si sono mantenute sopratutto nelle zone più interne dell’isola, in quei paesi più refrattari e conservativi. Non esiste pietra, santuario o castello che non possieda la sua leggenda. Molte si sono smarrite nel tempo, molte altre sono state dimenticate, ed altre ancora alterate o ristrutturate in periodo medievale, ma alcune hanno mantenuto intatte le proprie origini arcaiche. Le leggende sarde non sono altro che frammenti di ataviche credenze, di culti e riti iniziatici che un tempo assai remoto rappresentavano la realtà di un mondo pagano agro-pastorale.

La religione cristiana per imporsi in un’isola ancora paganeggiante ha demonizzato tutte quelle eredità perdute, come i nuraghi, i pozzi sacri, le domus de janas e i menhir, affinché generassero paure nel cuore degli uomini che avevano ormai dimenticato le proprie radici vecchie di millenni, è proprio da questa demonizzazione che si sviluppano le creature dell’immaginario sardo. Da qui la nascita dei Contos de Fuchile o Contus de Forredda, ovvero Racconti da Focolare. Un dolce titolo per quelle storie macabre e paurose che si raccontavano nella quiete delle fredde serate invernali, intorno al crepitio del camino. Molti di questi racconti risalgono all’epoca medioevale, altri invece risultano essere più antichi e remoti.

Nonostante l’abbondanza di contenuto immaginario, bisogna ammettere che il sardo non è molto avvezzo alla fantasia. Nella maggior parte dei casi è una persona diretta, concreta, che predilige l’essenziale, e questo lo si denota anche nelle leggende. È opportuno sottolineare che le leggende sarde che sono arrivate sino ai giorni nostri non si riferiscono quasi mai a degli esseri fantastici, bensì trattasi di frammenti di riti iniziatici o di un antico culto, che nel tempo hanno subito una sovrapposizione ed una demonizzazione che ha poi dato origine a delle vere e proprie creature fantastiche, molto spesso dai tratti demoniaci, ma che ribadiamo, provengono sempre da una base concreta, realmente esistita.

Il sardo è molto succinto nel raccontare, non cede molti particolari o descrizioni dettagliate, il racconto si presenta infatti molto spesso lineare ed essenziale, e sta all’ascoltatore comprendere il significato recondito, poiché il sardo tende a dare tutto per scontato. Da questa trasmissione orale, di per sé rigida, o meglio rigida in principio, priva di rielaborazioni, ci si aspettava che si conoscesse tutto ciò che si trovava a monte. Al giorno d’oggi infatti molte di queste leggende potrebbero apparire prive di significato al lettore, proprio perché l’origine che sta dietro al racconto è ammantata dal tempo, appartenente ad una realtà troppo lontana dalla nostra, che in mancanza di studi specifici risulta difficile interpretare.

Il racconto popolare è un patrimonio della tradizione orale e scritta che merita di essere ancora divulgato, affinché le nuove generazioni non dimentichino il passato dei propri progenitori, in modo da risvegliare quella identità ed appartenenza che ci ha da sempre contraddistinto.

ARCHAIC SARDINIA

L'Associazione nasce per promuovere il patrimonio archeologico e folkoristico della Sardegna. Attraverso le tecnologie digitali e nuovi modi di comunicare, vuole raccontare e divulgare il celato fascino dell'isola.

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