Chiese della Sardegna

Intorno all’anno mille, quando il territorio sardo era diviso in quattro regni autonomi, si assistette ad una riorganizzazione da parte della chiesa che portò alla nascita di arcidiocesi e diocesi rette da arcivescovi e vescovi, cui facevano capo le parrocchie. In questo periodo, grazie alle donazioni dei giudici, si vedrà l’arrivo nell’isola dei Benedettini, che faranno erigere i propri monasteri. Da menzionare anche la presenza sempre più forte delle repubbliche di Pisa e Genova, la cui attività commerciale innescò dei conflitti che determinarono la caduta dei tre giudicati (Cagliari, Torres e Gallura). Questi eventi contribuirono a far circolare nuove correnti artistiche in Sardegna, le loro tracce sono visibili nelle strutture architettoniche militare, ma sopratutto, ecclesiastiche.

L’originalità della Sardegna giudicale è espressa in particolar modo dall’architettura romanica. Tantissime sono le chiese sparse nel territorio sardo, sopratutto lungo l’asse viario che va da Cagliari a Porto Torres. Molte di queste sono integre e mantengono le loro strutture originarie. In base alla loro ubicazione, cambia anche la loro colorazione. Infatti i costruttori preferivano utilizzare i materiali reperibili in loco, in modo che il monumento risultasse armonicamente inserito nel paesaggio naturale che ancora oggi lo connota. Verso la fine del XIII secolo si afferma un’altra corrente artistica, l’arte gotica.

ARCHAIC SARDINIA

L'Associazione nasce per promuovere il patrimonio archeologico e folkoristico della Sardegna. Attraverso le tecnologie digitali e nuovi modi di comunicare, vuole raccontare e divulgare il celato fascino dell'isola.

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